giovedì 22 dicembre 2011

Ciò che Facebook sa di noi

Quali dati raccoglie il social network? E soprattutto: per quanto li conserva? Ecco i risultati dell'indagine del Data Protection Commissioner di Dublino




150 pagine di memoriale, e un’appendice tecnica dello stesso spessore. È il risultato dei lavori della Commissione irlandese incaricata di indagare sul comportamento di Facebook in fatto di privacy e gestione dei dati sensibili.
Tutto era partito a ottobre, quando uno studente austriaco aveva accusato il social network di creareprofili ombra su utenti della Rete non iscritti a Facebook. Accusa inoltrata al Data Protection Commissioner irlandese, perché proprio a Dublino Mark Zuckerberg ha posizionato la sede europea. 

Quali sono i risultati della Commissione dopo tre mesi di indagini? Partiamo dall’accordo: la commissione si dice soddisfatta dell’atteggiamento di Facebook Ireland, che ha accettato di lavorare al miglioramento, da qui a sei mesi, di tutti i punti contestati e si è resa disponibile a una revisione della sua condotta a luglio 2012. A ogni osservazione, che elenchiamo brevemente qui sotto, Facebook risponde più o meno sempre con un "d’accordo", seguito dalla stima della tempo che ci impiegherà a risolvere il problema. 

C’è un punto su cui la risposta del social network si dilunga parecchio ed è quello che riguarda proprio il trattamento dei dati personali. L’autorità intima di rimuovere immediatamente i dati non appena terminato il motivo per cui erano stati raccolti. Facebook spiega nel dettaglio la sua exit strategy: per chi non è - o non è più - utente, il social network cancellerà la sua presenza dai social plugin entrodieci giorni dalla visita al sito, per gli altri utenti rimuoverà i dati ricevuti dai plugin entro 90 giornidalla visita. Renderà anonimi le ricerche sul sito entro sei mesi e i click sugli annunci dopo due anni. Ecco un sunto delle principali richieste del Data Protection Commissioner: 

Privacy - Le autorità chiedono di semplificare le informazioni e rendere più facile l’accesso alla modifica delle impostazioni, migliorando il parco link nella pagina di iscrizione. 

Sicurezza - Il timore dell’autorità riguardava la possibilità di scraping (processo automatico di archiviazione), ma, si legge: “ Facebook ha fornito informazioni sulle modalità che mette in atto per evitare lo scraping. Si ritiene che l’attuale regime riduca adeguatamente il rischio di raccolta su larga scala dei dati degli utenti”. 

Pubblicità e uso dei dati - Facebook deve garantire maggiore trasparenza: gli utenti devono sapere in che modo vengono targettizzati e quali loro dati sono usati a scopo pubblicitario. Facebook non deve usare a fini pubblicitari informazioni prese dai plugins. Deve informare meglio sulla possibilità che gli utenti hanno di bloccare adv che non vogliono vedere mai più.
Se nel futuro Facebook volesse passare fotografie personali a terzi dovrebbe prima avere l’autorizzazione degli utenti. 

Conservazione dei dati - Facebook deve migliorare tutta l’informazione relativa a cosa accade ai dati cancellati o rimossi, come richieste di amicizia, tag, poke, foto, post e messaggi. Gli utenti dovrebbero inoltre poter avere più controllo nel loro inserimento in gruppi

Applicazioni - A oggi gli utenti non hanno gli strumenti per prendere una decisione consapevole: serve maggiore informazione per decidere se acconsentire o meno al lancio di un’app di terzi. D’altro canto le autorità sono soddisfatte perché hanno verificato che non è possibile per un’applicazione accedere a dati personali a cui non si è dato il consenso. (Ricordiamo che ora un’app di base risucchianormalmente questi dati: User ID, nome, immagine di profilo, sesso, fascia d'età, lingua, reti, lista di amici e qualsiasi altra informazione che l'utente ha reso pubblica. Ma prima ancora che l’utente abbia acconsentito, l’app ha già memorizzato Paese, lingua e fascia d’età). 

Persone che potresti conoscere - L’autorità si dice soddisfatta perché Facebook non usa numeri di telefono e mail per scopi che non siano quelli legati alle necessità dell’utente (archivio, ricerca amici e sincronizzazione). Il social network dovrebbe però informare gli utenti che, nella sincronizzazione mobile, i dati sono trasmessi con rete non sicura (niente https, per capirci). Facebook dovrebbe esplicitare meglio che bloccando la sincronizzazione non si cancellano tutti i dati fino a quel momento memorizzati, ma per farlo è necessario un ulteriore passaggio. Bene però che le password che gli utenti danno a Facebook per importare i propri contatti vengono cancellate non appena finito il lavoro e non usate per altri scopi. Bene anche che i dati dei non utenti non siano usati per creare consigli di conoscenza. Esempio: se due utenti non hanno amici in comune su Facebook, ma ne hanno via mail e le mail sono note a Facebook, i due potenziali amici non vengono inseriti nelle “ persone che potresti conoscere”. 

Segnala un abuso - Soddisfazione per il suo funzionamento. 

Billy Hawkes, uno dei responsabili della Commissione irlandese, ha tenuto a precisare che “ questo rapporto non è la conclusione del nostro impegno con Facebook Irland. È piuttosto il primo significativo passo sulla strada che lo pongono all'avanguardia nel settore tecnologico a soddisfare le legittime aspettative della privacy degli utenti e di come i loro dati personali sono trattati”.

Scoperti 2 pianeti simili alla Terra

Ci sono due piccoli 'fratelli' della Terra in un altro sistema solare, ma sono troppo caldi e difficilmente possono ospitare la vita: si chiamano Kepler-20e e Kepler 20f 4 ed hanno preso il nome dal telescopio spaziale Kepler della Nasa, che li ha individuati. La scoperta, annunciata sull'edizione online della rivista Nature, si deve a un gruppo di ricerca coordinato dall'astronomo Francois Fressin, del centro americano per l'astrofisica Harvard-Smithsonian.

I due pianeti simili alla Terra sono i più piccoli pianeti esterni al Sistema Solare finora scoperti. Il loro raggio è rispettivamente 0,87 e 1,03 volte quello della Terra e sono probabilmente rocciosi, come la Terra. I pianeti fanno parte dello stesso sistema solare e orbitano intorno alla stella Kepler-20: un astro un po' più freddo del Sole che si trova a 950 anni luce dalla Terra.

Entrambi i pianeti orbitano molto più vicino alla loro stella rispetto alla distanza che separa Mercurio dal Sole, in una fascia considerata dagli esperti non abitabile, quindi sottolineano ''è difficile a fantasticare su oceani caldi che possano ospitare forme di vita''. 
Il più piccolo dei due pianeti, chiamato Kepler-20e, impiega 6 giorni per completare un'orbita e ha una temperatura di superficie di circa 760 gradi, abbastanza rovente da vaporizzare ogni atmosfera.
Il più grande, Kepler-20f impiega 20 giorni per orbitare intorno alla stella. E' un po' meno rovente, con temperature di circa 430 gradi. A quella temperatura, osserva Fressin, l'idrogeno e l'elio non sopravvivrebbero nell'atmosfera, ma potrebbe resistere un velo di vapore d'acqua.

Entrambi i pianeti rivolgono sempre la stessa faccia alla loro stella, in modo che un lato è costantemente al buio e l'altro costantemente illuminato. Questo significa che alcune zone sono in perpetuo crepuscolo e, secondo Fressin, ''è possibile che queste aree possano avere temperature piu' adatte alla vita, tuttavia non penso che i due pianeti siano abitabili''. 

In aggiunta ai due pianeti simili alla Terra, il sistema Kepler-20 ospita anche tre pianeti più grandi, dalle dimensioni comprese fra cosiddette 'super Terre e un mini-Nettuno. I cinque pianeti sono disposti in modo molto insolito: nel nostro sistema solare i pianeti rocciosi si trovano nelle orbite interne, mentre i più grandi sono più distanti dal Sole; al contrario i pianeti della famiglia di Kepler-20 sono alternati fra uno di grandi dimensioni ed uno piccolo.


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