lunedì 22 agosto 2011

Motori di ricerca per Rapidshare


Quali sono i migliori motori di ricerca RapidShare, portali internet mediante cui è possibile rintracciare video, file musicali, documenti, programmi e tanto altro su quello che è oramai divenuto uno dei migliori servizi di file hosting più noti al mondo.
Di seguito vi riporto una lista con i migliori servizi, consultandola sicuramente troverete ciò di cui avete bisogno.
Rs Find  è un motore di ricerca Rapidshare dall’ interfaccia utente curatissima, tra i suoi punti di forza troviamo la divisione delle ricerche più popolari in base alle categorie(musica, video, immagini, software,etc.)
DDL Search si avvale di potenti motori di ricerca (Yahoo,Google,Bing,etc) per trovare in maniera rapida i file su Rapidshare, non dovrete fare altro che selezionare il motore di ricerca preferito e il servizio hosting che desiderate “perlustrare” ed il gioco sarà fatto.
ShowIP è sicuramente quello più essenziale, si appoggia a Google come motore di ricerca e permette di fare ricerche mirate anche per Megaupload.
Rapidburner consente di fare ricerca in maniera rapida su Mediafire,Rapidshare,Sendspace e servizi similari, servizi selezionabili da un comodissimo menu a tendina.
A voi la scelta, abbiamo selezionato il meglio tra i motori di ricerca Rapidshare, scegliete voi quello che si presta maggiormente alle vostre esigenze e che ritenete maggiormente performante, buona ricerca a tutti voi.

Se siamo stanchi, il nostro cervello dorme da sveglio

Dormire poco rallenta pensieri e movimenti. Perché, quando facciamo le ore piccole, alcuni neuroni continuano il sonno anche se abbiamo lasciato il letto. Uno studio su Nature


Se dopo una notte brava non riuscite nemmeno a prepararvi il caffé o a spiccicare parola, la colpa è di quella parte del cervello che si rifiuta di svegliarsi. Non lasciatevi ingannare dagli occhi aperti: quando si dorme poco, infatti, i neuroni di alcune aree cerebrali continuano a dormire sonni profondi, rallentando i movimenti e danneggiando le capacità cognitive. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori dell’ University of Wisconsin-Madison, in Usa, osservando il cervello di topi deprivati a lungo di unsonno regolare

Quando si è svegli, i neuroni del cervello sono in costante attività: comunicano gli uni con gli altri inviandosi segnali in modo irregolare, così come evidenziato dagli elettroencefalogrammi (EEGs) che registrano onde cerebrali di elevata frequenza e piccola ampiezza. D’altra parte, durante il sonno, il cervello alterna stati di veglia a stati di “ incoscienza”, durante i quali i neuroni staccano la spina e smettono all’unisono di funzionare. Ma cosa succede a un cervello che ha dormito poco? 

Sino ad oggi, i ricercatori pensavano che gli effetti della deprivazione del sonno colpissero indistintamente tutto il cervello. Così sembrava analizzando gli EEGs di persone insonni, che mostrano un pattern simile a quello della veglia o del sonno. Ma impiantando elettrodi direttamente sulle singole cellule nervose, si è scoperto che le cose non stanno esattamente così. 

Nell’esperimento condotto, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica Nature, i ricercatori hanno inserito elettrodi sui neuroni della corteccia motoria frontale di alcuni topi. Poi li hanno distratti con diversi giochi, in modo da tenerli attivi per ore e ore. Nonostante sembrassero svegli a tutti gli effetti, i topi erano “rallentati”. Ad esempio, impiegavano molto tempo a raggiungere un pezzettino di cibo, un compito che normalmente non gli comporta alcuna fatica. E meno dormivano, più si muovevano con difficoltà. La spiegazione è in quello che i ricercatori chiamano un “ sonno locale”. Al contrario di ciò che si pensava, infatti, dormire poco non significa staccare la spina a tutti i neuroni del cervello, ma solo ad alcuni. 

“ Questo fenomeno si riscontra solo in poche cellule - ha spiegato Chiara Cirelli, una delle ricercatrici coinvolte nello studio - ad esempio, nei 20 neuroni che abbiamo monitorato, 18 risultavano completamente svegli, mentre solo 2 alternavano periodi di veglia a periodi di silenzio, così come tipico del sonno”. Un comportamento che è stato possibile far emergere solo impiantando gli elettrodi localmente, perché come sottolinea la ricercatrice: “ anche se alcune cellule nervose erano off-line, l’EEG mostrava un cervello sveglio”. 

Per ora, i ricercatori si sono concentrati solo sulle aree cerebrali che controllano i movimenti, da cui la conclusione che la deprivazione del sonno causa difficoltà motorie. Ma lo stesso deve accadere per le abilità puramente cognitive, dato che anche queste risentono negativamente del poco dormire. Comunque sia, questo “ sonno locale” sembra essere uno stato che precede il sonno vero e proprio, e in un certo senso è come se il cervello lo usasse per avvertirci che: “ non sono abbastanza riposato, non posso svolgere bene i miei compiti, tanto vale dormire davvero”.



Fonte

Come funziona la tua memoria


È l’ippocampo a memorizzare la successione temporale degli eventi passati, mentre la corteccia peririnale si occupa di dare un’identità alle memorie. Insieme, queste due aree cerebrali ci permettono di ricordare cosa è successo e quando è successo. Uno studio su Science

Cosa ho comprato prima, la frutta o il pane? Chi è arrivato per primo, Luca o Mario? Cosa ho mangiato prima del dolce? Quando richiamiamo alla mente fatti ed episodi, non basta averne un ricordo generico. È importante ricordare cosa è successo e quando è successo. In altre parole, bisogna che il nostro cervello segni il tempo ai ricordi, distribuendoli coerentemente nell’arco temporale. Sino a oggi, i ricercatori non avevano idea di quali fossero le aree cerebrali deputate a questa funzione. O meglio, sapevano che il cosiddetto lobo temporale mediale (MTL) si occupa di memoria declarativa, cioè la memoria di fatti, eventi o episodi. Ma ignoravano quale regioni, all’interno di questa area, coordinassero la rappresentazione del cosa e quando

Yuji Naya
 e Wendy Suzuki del NYU Center for Neural Science, in Usa, hanno svelato il mistero conducendo un esperimento i cui risultati sono descritti in un articolo pubblicato su Science. I ricercatori hanno messo alla prova alcune scimmie con un compito di memoria in cui dovevano ricordare quale fra due oggetti, presentati in sequenza, veniva loro mostrato per primo. Mentre svolgevano il test, alle scimmie veniva monitorata l’attività dei neuroni del lobo temporale mediale. 

Si è così scoperto che, all’interno del MTL, sono due le aree a dividersi i compiti: l’ ippocampo e lacorteccia peririnale. L’ippocampo, già noto per il suo ruolo nei processi mnemonici, si occupa di scandire la successione temporale degli eventi, calcolando qual è l’intervallo temporale tra un episodio e l’altro e stimando quanto tempo dovrà passare prima che si manifesti il prossimo. La corteccia peririnale, invece, sembra integrare le informazioni sul cosa e quando segnalando quale episodio è accaduto prima e quale dopo. 

“ Il Santo Graal delle neuroscienze è capire esattamente in che modo il nostro cervello registra e memorizza eventi importanti – ha spiegato Suzuki – si tratta di ricordi ricchi di eventi temporalmente contestualizzati. Già sapevamo che il lobo temporale mediale svolgeva un ruolo di primo piano in questo tipo di elaborazione, ma ciò che abbiamo scoperto con il nostro studio sono esattamente le regioni responsabili della memoria degli eventi e del loro ordine temporale”. La scoperta, oltre a gettare nuova luce sui processi cerebrali, aiuta a conoscere meglio (e quindi a curare in modo più efficace) patologie come l’ Alzheimer, che sappiamo interferire con la funzionalità del MTL.


venerdì 19 agosto 2011

Ibm studia il computer che pensa come un umano

Ibm ha rilasciato oggi le prime informazioni sui processori del progetto Synapse, una nuova generazione di chip che serviranno a sviluppare il concetto di “cognitive computer”, cioè il computer cognitivo che pensa come un umano. E’ più o meno fantascienza, ma i dispositivi che in futuro monteranno questi chip Ibm potranno capire le relazioni tra le cose, ricordare e imparare. E quindi interagire.

Molto bello, ma a che serve? Virtualmente a tutto, dalle cose più serie alle più futili e divertenti: un computer cognitivo potrebbe essere immerso nel serbatoio dell’acquedotto comunale e monitorare costantemente l’acqua “decidendo” se è potabile o se ha bisogno di un po’ di cloro. Lo stesso computer cognitivo potrebbe essere immerso nell’oceano per prevedere terremoti e tsunami e avvertire tutti i dispositivi compatibili nel giro di qualche migliaio di chilometri prima del disastro.

Ma potrebbe anche finire in uno smartphone nel nostro taschino e monitorare i nostri parametri vitali in modo che, ricordando cosa ci piace e cosa no, possa scegliere come suoneria la nostra canzone preferita se siamo troppo stressati. E da qui all’infinito, potrebbe persino sceglierci la fidanzata se gli diamo troppo spazio… siamo sicuri che sia una buona idea?


Ibm studia il computer che pensa come un umano

giovedì 18 agosto 2011

Il migliori tablet economici, Andy Pad | Chicche Informatiche


Sei alla ricerca di un Tablet economico? Continua a leggere l’articolo.

Cosi come per gli smartphone anche il mercato è pieno di tablet economici. Il problema è scegliere il migliore. Molto probabilmente, dal nostro punto di vista, Andy Pad sarà il miglior Tablet economico. E’ un tablet che monterà come S.O Android 2.3 Gingerbread e verranno preinstallate applicazioni come Facebook, Twitter e alcuni giochi.
Verra prodotto in due versioni: Andy Pad e Andy Pad Pro.
Andy Pad avrà una memoria di 8 GB, uno schermo resistivo con una risoluzione 800×480 e una fotocamera frontale da utilizzare per le videochiamate.
Il prezzo dovrebbe essere di circa 125 euro.
Mentre Andy Pad Pro, da come si capisce dal nome, offre qualcosa in piu. Avrà una memoria interna di 16 BG, fotocamera frontale e posteriore, un display da 1024×600 e Bluetooth. Il prezzo invece dovrebbe essere circa 200 euro.
Entrambe monteranno un processore A8 da 1,2 Ghx, connettività wi-fi e uscita HDMI.
Non ci resta che attendere la fine di settembre per vedere questi due tablet sul mercato.

CARATTERISTICHE


Fonte

Letture estive al riparo da abbagli - Il Sole 24 ORE

Letture estive al riparo da abbagli - Il Sole 24 ORE
Libro o eBook?

Lanciato l'aereo "lego" fabbricato con una stampante 3D - Il Sole 24 ORE

Lanciato l'aereo "lego" fabbricato con una stampante 3D - Il Sole 24 ORE

sabato 13 agosto 2011

Leucemia, linfociti T genetica- mente modificati distruggono le cellule tumorali | Gaianews.it

Leucemia, linfociti T genetica- mente modificati distruggono le cellule tumorali | Gaianews.it

Crack reti WPA e WEP Alice, Fastweb e tante altre con Android

Da un po di tempo si sente parlare di applicazioni che crackano reti wireless WPA, ma è tanto difficile trovare quelli giusti, spesso si tratta semplicemente di fake! Dopo un po di ricerca sono riuscito ad avere finalmente quello giusto, basta attivare i servizi wireless sul proprio dispositivo android fare una ricerca e vedere quale è possibile crackare, nel 90% dei casi la rete viene crackata.
Il dispositivo è leggero e funziona dalla verisone 2.1* in poi.


I tipi di router che possono essere crackati sono Alice, Fastweb, Vodafone IT, SpeedTouch, Thomson, Jazztel, privat, Bbox, DMAX, Infinitum, Orange, Discus, DLink, WLAN, Huawei, O2Wireless, BigPond, Otenet, Eircom, Verizon, Ono, SKY, YaCom, Wifi.


Questo è il link del download WPATESTER

Al via i giochi su GooglePlus per sfidare Facebook: arriveranno Angry Birds, poker e sudoku


I volatili kamikaze lanciati con una fionda nel gioco Angry Birds e altri quindici videogame saranno tra i primi a diventare accessibili nel social network GooglePlus. È un lancio atteso da tempo, fin da quando l'anno scorso sono trapelate le prime voci di una rete sociale su internet progettata da Google.
Gli utenti vedranno apparire una quinta icona accanto al simbolo delle cerchie sociali: è la porta di ingresso per la pagina dedicata alle attività ludiche, aperta da ieri in modo graduale agli iscritti nel mondo.

La corsa di GooglePlus è partita a fine luglio: l'iscrizione è consentita soltanto su invito di chi già ne fa parte, attraverso un messaggio email. Eppure secondo le stime di ComScore ha raggiunto in un mese 25 milioni di visitatori unici: gli italiani non sono tra le prime dieci nazioni a frequentare il social network. In quattro settimane, però, ha superato i risultati di Facebook e twitter al momento del loro lancio, ma entrambi al debutto non avevano la visibilità di Google, una piattaforma globale che ha il cuore nel suo motore di ricerca e richiama un miliardo di visitatori. Presto, comunque, l'accesso alla rete sociale online sarà aperto al pubblico anche senza invito.
Sono le due le principali differenze con Facebook. Gli utenti di GooglePlus potranno partecipare ai giochi da un'area separata: in questo modo non riceveranno sulla loro bacheca segnalazioni indesiderate dai loro contatti online impegnati a raccogliere punti nelle sfide online. Inoltre, il social network di Google trattiene il 5% sulle transazioni economiche, come l'acquisto di "beni digitali" da utilizzare nei videogame: il 95% andrà agli sviluppatori software che hanno inventato i giochi. È un'iniziativa promozionale per incoraggiare la crescita dell'ecosistema, dove saranno presto disponibili il poker di Zynga e il sudoku. In seguito sarà annunciata la quota definitiva applicata nella rete sociale su internet. Al momento, però, Apple e Facebook chiedono il 30% sugli acquisti all'interno delle loro applicazioni.

giovedì 4 agosto 2011

Usare più la testa e meno la tecnologia

 Anche il cervello, come il corpo, ha bisogno di esercizio per non perdere colpi. Ogni professione tende a specializzare alcune funzioni e aree cerebrali, mentre altre vengono lasciate inattive, come spiega Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo e presidente dell’associazione Assomensana, che dal 2004 è impegnata nella prevenzione dell’invecchiamento mentale a ogni età. “Le abilità mentali utilizzate quotidianamente da chi svolge un’attività intellettuale come giornalisti e insegnanti sono molteplici e spesso ben allenate – spiega -. Problem solving, pianificazione, abilità di multitasking, linguaggio parlato e scritto sono veri e propri strumenti di lavoro”. Queste attività, continua l'esperto, stimolano le aree a livello dei lobi frontali e le strutture corticali della zona anteriore del cervello. Mentre altre abilità, come ricordare appuntamenti e numeri di telefono, gestite da altre aree del cervello, vengono trascurate. “Da qui l’importanza di stimolare tutte le aree cerebrali con la ginnastica mentale che, oltre a migliorare la qualità della vita nel presente, aiuta a ritardare l’insorgere delle demenze senili nel futuro - spiega l'esperto -. Sono sufficienti anche solo quattro sessioni di training cognitivo di un’ora a settimana per avere i primi benefici”.

Le strutture latero-posteriori e sottocorticali deputate al mantenimento del ricordo di appuntamenti e numeri di vario tipo vengono trascurate anche da chi fa un lavoro intellettuale, spiega Iannoccari, perché ormai si tende sempre di più a delegare il ricordo alle cosiddette “protesi mentali”, come computer e agende elettroniche. “Sempre più spesso, infatti, i calcoli vengono eseguiti con la calcolatrice e la memoria prospettica, ovvero quella che attiviamo per ricordare appuntamenti e numeri di telefono, è affidata ad agende, rubriche e palmari”. Anche l’attenzione selettiva, ossia la capacità di discriminare singoli dettagli, risulta compromessa dalla necessità di operare su grandi quantità di informazioni in poco tempo, “e anche il linguaggio, che verosimilmente è sollecitato senza sosta, potrebbe restringersi al vocabolario specialistico e trascurare le abilità connesse di fluenza fonetica e semantica”. E, infine, gli effetti negativi dello stress interferiscono con la memoria a lungo termine: per mantenere la mente elastica e lucida, quindi, l'esperto consiglia di tenerla allenata con esercizi appositi: “Non bisogna però aspettare la pensione per darsi da fare: così come si comincia da giovani ad andare in palestra, da giovani bisogna iniziare un training mentale costante”.

Ecco alcuni semplici esercizi da fare ogni giorno. In ufficio. Non utilizzare le “protesi mentali” è un modo per attivare le proprie abilità e tenersi in esercizio: pertanto è utile fare i calcoli a mano, cercare di ricordare gli appuntamenti, i numeri di telefono e le ricorrenze senza l’aiuto dell’agenda. Come anche orientarsi in auto con le mappe su carta anziché con il GPS. La sera. Poiché durante il giorno si devono affrontare mille cose tutte insieme, è importante recuperare le energie mentali in un luogo di “decompressione”. Yoga e meditazione sono ottime oasi di relax, ma può anche essere sufficiente il semplice ascolto di musica in clima sereno. E poi, dopo aver rallentato il ritmo tipico della giornata, si possono riepilogare i momenti salienti della giornata, i nomi di chi abbiamo incontrato, i numeri che abbiamo digitato, i concetti che abbiamo appreso e gli errori che abbiamo commesso: “Questo – conclude Iannoccari - è un esercizio complesso che allena più abilità contemporaneamente e stimola il consolidamento dei ricordi”. Infine nel tempo libero, consiglia l'esperto, può essere un piacevole esercizio intrattenere conversazioni con persone che non appartengono al proprio mondo lavorativo, e cimentarsi in attività che sviluppino e potenzino l’attenzione selettiva come costruire puzzle o modellini.

mercoledì 3 agosto 2011

Sbagliando si evolve: l'adattamento all'ambiente aiutato dagli errori


L'evoluzione si verifica "per sbaglio": sarebbero gli errori inscritti nel codice genetico a consentire l'adattamento all'ambiente e, di conseguenza, lo sviluppo di una specie. È quanto affermano i ricercatori dell'Università dell'Arizona di Tucson, in uno studio pubblicato su Pnas, che ritengono di aver scoperto il tassello mancante alla teoria dell'evoluzione di Darwin.
La ricerca è stata condotta su una popolazione di lieviti - microrganismi usati di frequente nelle ricerche biologiche -, e, in base alla loro osservazione, gli scienziati hanno elaborato un modello matematico che ha consentito di simularne l'evoluzione genetica. I risultati dell'esperimento hanno indotto gli studiosi a teorizzare che siano gli "sbagli programmati" a guidare lo sviluppo degli esseri viventi: l'errore compiuto da una cellula nella trascrizione di una o più proteine - che ne altera le proprietà o le funzioni -, potrebbe, in alcuni casi, rivelarsi efficace e, dopo qualche tempo, entrare a far parte del patrimonio genetico.
"L'evoluzione ha bisogno di un parco giochi in cui sperimentare i possibili cambiamenti - spiega Joanna Masel, che ha guidato la ricerca - È un po' come accade nel marketing: le idee e i prodotti nuovi devono essere testati per comprendere se sono in grado di rispondere o meno alle nuove sfide".
Se i meccanismi di interpretazione delle informazioni genetiche fossero sempre stati impeccabili, "gli organismi sarebbero rimasti sempre gli stessi e non sarebbero stati in grado di adattarsi a nuove situazioni o a modifiche ambientali" conclude l'esperta.