giovedì 31 marzo 2011

La mappa dei social network nel mondo


Non avendone trovate di aggiornate in giro, ho creato una mappa dei social network più popolari del mondo, collezionando i dati di Alexa e Google Trends for Website. Avevo creato una pagina dedicata e in progress, che oggi è stata individuata da TechCrunch e non solo, dunque non mi resta che venire allo scoperto con questo post :)
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Le maggiori evidenze:
Facebook ha quasi colonizzato l’Europa e si appresta ad estendersi ovunque, nel tentativo di spodestare i social network locali
QQ, domina in Cina e con i suoi 300 milioni di utenti è il più grande social network del pianeta
MySpace ha perso la sua leadership ovunque (eccetto nell’isola di Guam)
V Kontakte la fa da padrone nei territori della Russia
Orkut rimane forte in India e Brasile
Hi5 resiste in Peru, Colombia, Ecuador e in altre nazioni come il Portogallo, la Mongolia e la Romania
Odnoklassniki sopravvive in alcune repubbliche dell’ex Unione Sovietica
Maktoob rimane la più importante community araba
Altri dettagli nella pagina che ho scritto in inglese per cercare di aggiornarla periodicamente col contributo di qualche lettore non italiano.

FONTE

Paese che vai, social network che trovi Non solo Facebook, palma d'oro a QQ


Il sito per amici in Cina supera i 300 milioni di utenti attivi. La mappa messa a punto da un blogger italiano

La mappa dei social network nel mondo  - guarda
La mappa dei social network nel mondo - guarda
MILANO - Non solo Facebook. Il sito di Mark Zuckerberg ha quasi completato l’opera di colonizzazione dell’Occidente, ma non è il social network più cliccato al mondo. A sorpresa la palma d’oro spetta a QQ, sito per amici che in Cina supera i 300 milioni di utenti attivi, di cui buona parte attirata dalla vendita di beni virtuali per i propri avatar (microcommercio iniziato ben prima che un analogo sistema fosse lanciato su Facebook).
LA MAPPA - È questo uno dei dati più interessanti messi in risalto dalla Mappa dei social network nel mondo, un progetto realizzato dal blogger Vincenzo Cosenza. Un planisfero tematico in cui ogni nazione viene colorata a seconda del social network più utilizzato. Qualcosa di simile era già stato fatto da Valleywag nel 2007, ma la nuova mappa è andata oltre, associando ai meri dati numerici un’analisi globale e locale, frutto anche dell’esperienza lavorativa dell’autore. Da qui emerge come il verde di Facebook raggiunga il primato nel maggior numero di Stati del globo ma non riesca ad accaparrarsi la leadership assoluta in nessun continente. In Europa, ad esempio, deve fare i conti con la cortina di ferro russa molto più affezionata a prodotti locali come V Kontakte Odnoklassniki. Senza considerare altre piccole enclave come HI5 che svetta in Portogallo e Romania, o Nasza-klasa in Polonia e Hyves nei Paesi Bassi. Più netta la supremazia di Zuckerberg nelle Americhe, dove si segnalano però il Brasile con Orkut (che svetta anche in India) e nuovamente Hi5 in Perù, Ecuador, Colombia e America Centrale. E l’Africa? Nel continente nero regna l’incertezza. «In Africa - ci spiega Cosenza che lavora per l’agenzia Digital PR- è difficile riuscire a ottenere i dati direttamente dagli operatori. Inoltre, è molto diffusa la navigazione tramite cellulare e spesso un unico telefono viene utilizzato da tutta la tribù». Da segnalare, infine, il primato di Maktoob nei Paesi arabi. Oltre al planisfero, lo studio riporta una tabella con il podio dei social network più frequentati in alcuni Paesi di particolare interesse. Così, possiamo vedere come in Italia, dietro allo strapotere di Facebook, si collocano Netlog Badoo.
IL METODO - Il "social planisfero" parte dai dati raccolti attraverso Alexa, sussidiaria di Amazon che si occupa di statistiche sul traffico di Internet, e Google Trends for Websites, per quanto riguarda i visitatori unici dei siti distribuiti per nazione. Il tocco magico, poi, è arrivato grazie a Many Eyes, l’applicazione di IBM che permette di creare grafici interattivi partendo da qualsiasi tipo di dato numerico. Ed ecco che ogni nazione si colora a seconda del social network più utilizzato. A chi si lamenta della scarsa affidabilità delle statistiche utilizzate l’autore risponde: «Non mi interessava avere dati unitari precisi al millesimo, quanto piuttosto ricavare rapporti di forza veritieri all’interno di ogni singolo Paese. E, in questo senso, anche i numeri di comScore - l’istituto di analisi chiamato in causa da chi critica le fonti utilizzate per lo studio, ndr - confermano quanto emerge dalla mappa».
Vincenzo Cosenza, l'autore della mappa dei social network (da www.vincos.it)
Vincenzo Cosenza, l'autore della mappa dei social network (da www.vincos.it)
IL SUCCESSO - La blogosfera, soprattutto italiana, ne stava già parlando attivamente da qualche giorno. Così domenica 7 giugno Vincenzo Cosenza ha deciso di venire allo scoperto. Dalle pagine del suo Vincos Blog ha ammesso di essere lui l’autore della mappa. Oltre un mese di lavoro, per il momento ampiamente ripagato dall’ampia risonanza che la mappa sta avendo su tutto il web. Merito anche della scelta dell’autore di pubblicare l’opera come una sorta di work in progress. Sul suo blog, infatti, c’è solo un breve post in italiano che racconta a grandi linee i risultati del progetto, mentre per i dettagli si rimanda alla versione inglese. Come ci racconta l’autore, «lo scopo è di ottenere più feedback possibili, soprattutto dagli Stati più piccoli, i cui dati raccolti potrebbero essere poco veritieri». Insomma, un “social planisfero” condiviso e in costante aggiornamento. Obiettivo non lontano dall’essere raggiunto visto che la mappa è stata ripresa da centinaia di blogger e riportata anche su testate di fama internazionale come TechCrunch (e, di conseguenza, sul Washington Post). Senza, ovviamente dimenticare le chiacchiere sui social network come, ad esempio, Twitter e Friendfeed.


FONTE

lunedì 28 marzo 2011

Ecco alcune foto strane che si trovano su Google Earth.

Immagino che tutti conosciate Google Earth.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare  riporto la definizione di wikipedia: “è un software che genera immagini virtuali della Terra utilizzando immagini satellitari, fotografie aeree e dati topografici memorizzati in una piattaforma GIS”.
Con Google Earth potete divertirvi a vedere i particolari di edifici lontanissimi in 3d, esplorare paesaggi e addirittura le galassie 
Potete divertirvi a spulciare ogni angolo dell’universo o quasi 
Noupe ha raccolto 40 immagini tratte da Google Earth, bizzarre, strane, pazzesche.
Ad esempio:
Quando ho visto questa immagine ho subito pensato che fosse di Neil Buchanan di Art Attack invece si tratta di un’artista canadese Melanie Coles .
Googleearth32 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



Un’isola a forma di cuore per romanticiL’isolotto Galesnjak è stato scoperto grazie a Google Earth. Ora sicuramente ci metteranno un alberghetto e diventerà una costosissima meta per gli innamorati
Bellissime le forme e i colori di queste dune nel deserto
Googleearth2 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



 Leucippotomy“: a Sutton Poyntz, UK.
Googleearth3 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



 Logo Coca Cola in Chile.
Googleearth12 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



 Ritratto di Ghenghis Khan in UlaanbaatarGoogleearth13 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



 L’uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci in GermaniaGoogleearth14 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



Oprah MazeUn’agricoltore in Arizona ha realizzato questo labirinto in una piantagione di mais con al centro il ritratto della conduttrice televisiva.
Googleearth19 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos



Crop Circles in NevadaGoogleearth23 in 40 Bizarre and Cool Google Earth Photos

Altre foto QUI.



Potrete vedere tutte le altre sul sito Noupe

Firefox 4, IE 9 o Chrome 11? Web browser a confronto


In realtà, se volessimo paragonare la guerra in corso fra browser web a una royal rumble di wrestling, sul ring dovremmo metterci molti più lottatori. (Safari, Opera, Rockmelt, Maxton e via dicendo). Ma la realtà è che, almeno per ora, in termini di utenti e frequenza di aggiornamenti, il titolo se lo giocano in tre: Internet Explorer 9Firefox 4 e Chrome 11 (per ora solo in versione beta). 

Solo nelle ultime due settimane, i tre contendenti hanno cercato di buttarsi fuori dal ring l’un l’altro, lanciando in rete nuove versioni, aggiornamenti e annunci altisonanti. Lo scorso 14 marzo è arrivato l’atteso IE9, una settimana dopo è stata la volta di Firefox 4, la cui uscita è stata subito in parte messa in ombra dalla disponibilità della beta di Chrome 11. E mentre già si parla di possibili date per Firefox 5 e IE9, in rete si consuma la battaglia su chi è stato più scaricato (stravince Firefox con 4,7 milioni di download nelle prime 24 ore). 

Ma andiamo a confrontare i tre contendenti, cominciando dalle novità introdotte. 

Le novità: Firefox 4 
In termini di hype, tecnicamente, sarebbe il campione in carica. La volpe infuocata di Mozilla sale sul ring sfoggiando un look completamente rinnovato e interamente votato alla semplicità. In alto ci trovi le due barre e lo spazio per le tab, basta, i comandi di menu sono stati relegati in un bottone arancione in alto a sinistra dove trovi pochi comandi utili unicamente alla navigazione. Tutte le altre opzioni sono invece accessibili con un pulsante a chiave inglese sulla destra che ricorda tanto Chrome. E da Chrome arriva anche la possibilità di staccare e riattaccare le tab a piacere, scegliendo di raggrupparle o usarle come pagine singole a seconda della situazione (in Chrome però questa operazione funziona decisamente meglio.) Peccato per la mancanza di una omnibar funzionante (si può passare dall’indirizzo alla ricerca, ma si perde un sacco di tempo ogni volta). 

La nuova funzionalità Firefox Sync, poi, permette di sincronizzare tutti i dati di navigazione in qualunque computer o altro dispositivo mobile su cui utilizzi Firefox. Inoltre, Firefox 4 garantisce un pieno supporto HTML5, WebM e WebGL, quest’ultimo permetterà di supportare contenuti e applicativi 3D

Le novità: Chrome 11 (beta) 
Firefox 4 non aveva ancora fatto in tempo a toccare terra che già a Mountain View erano pronti a sganciare la loro bomba: nello stesso 22 marzo Chrome 11 è stato lanciato in versione beta scaricabile gratuitamente. Cavallo di battaglia: una API per i comandi vocali basato su HTML 5, installando su Chrome l’estensione Speechify, comparirà un piccolo microfono vicino a ogni barra di ricerca (Google, Youtube, Bing, praticamente ogni maggior sito...), lo schiacci e scandisci nel microfono la tua chiave di ricerca. L’abbiamo provato e in effetti è parecchio esaltante. Per i primi cinque minuti.
Poi, ti rendi conto che settare il linguaggio è un calvario, che i termini italiani li trova alla perfezione mentre quelli inglese non li imbrocca nemmeno per sbaglio (“wired” viene inteso come “voyeur”, giuro). Ora si tratta di capire come i vari sviluppatori implementeranno questa funzionalità, come la miglioreranno e se davvero (come annunciato) sarà presto disponibile anche nella versione “stable” del browser.  

Altra novità introdotta con Chrome 11 è una potente accelerazione GPU 3D, obbligatoria per competere con le performance grafiche promesse da Firefox 4 e Internet Explorer. E poi, vabbè, c’è il nuovo logo, più piatto, minimale, pulito e, spiace dirlo, un po’ asettico. 

Le novità: Internet Explorer 9 
Come vedremo più avanti nella sezione benchmark, a livello di prestazioni Internet Explorer 9 tende a mordere la polvere (anche se la versione a 32 bit è nettamente più veloce di quella a 64). Tuttavia, IE9 introduce interessanti novità che lo rendono più comptetitivo di ogni altro suo predecessore.  Per prima cosa, anche lui impara la lezione di Chrome e comincia a piazzare le tab all’estremità più alta della pagina, ma a differenza di Firefox, opera un resyling coraggioso: la omnibar è ristretta ai minimi termini, la puoi estendere e farla tornare a dimensioni ortodosse, ma solo a scapito della carrellata di tab che, scelta coraggiosa invero, è stata piazzata sullo stesso parallelo. 

Come già spiegavamo nell’ articolo dedicato, Microsoft punta molto sul supporto di HTML5 e dei CSS3, sullo sfruttamento della GPU, e non più della CPU, per i video e i rendering 3D, cosa che in effetti ha migliorato notevolmente la velocità di caricamento. 

Ma forse, dal punto di vista della navigazione, la scelta più azzeccata consiste nel sistema di gestione delle tab che, oltre a diventare processi singoli (si impallano senza trascinare nell’immobilità anche le altre), possono essere spostate sulla barra delle applicazioni e diventare delle specie di app che ti segnalano eventuali aggiornamenti di un sito o una casella email (io ho usato d’ufficio questa funzionalità per Facebook.) Oltre a questo, a differenza degli altri contendenti, IE9 ti permette di passare da una tab all’altra senza dover ingrandire le miniature sulla barra delle applicazioni (cosa di dubbia utilità, secondo noi.) 

Le prestazioni: benchmark e altri test 
Volendo limitare il confronto ai soli muscoli, ovvero alla velocità del browser, tornano utili i test benchmark. Prendendo in considerazione uno tra i test più affidabili, SunSpider Javascript. Il primo premio se lo aggiudicherebbe IE9 nella versione a 64 bit, con 297 ms (più bassa è la cifra più veloce è il browser). Il condizionale è d’obbligo dal momento che altri testi in 64 bit hanno dato risultati pessimi (fino a 1000 ms) mentre generalmente la versione a 32 bit è molto più veloce.

Al secondo posto Firefox 4 con 432 ms e infine Chrome 11 con 484. 

Sulla qualità del supporto HTML 5 vince senza appello il browser di Google, con 293 punti + 13 di bonus su HTML5test, si difende bene Firefox con 255+9, in coda IE9 con 130+2 (ma per questo ci aveva fornito una spiegazione Guerrasio). Il CSS test se lo aggiudica invece Chrome con 7 ms, seguito da Firefox 4 con 8 ms e da uno scarso IE9 a 13 ms. 

Infine, dal punto di vista della sicurezza tutti e tre i browser hanno mostrato lo stesso livello di encryption e di protezione. Ma volendo andare a fare le pulci, un punticino in più va a Firefox 4 per la funzionalità che permette di impedire ai siti web di seguire la tua navigazione (ancora da perfezionare) e a Chrome 11 per l’utilizzo della sandboxed isolation che agli altri due invece manca.

domenica 27 marzo 2011

Ecco 7 motivi per cui scegliere un OS Ubuntu.

Sette motivi per il quale scegliere Ubuntu:



  1. Una base solida
    Ubuntu ha alle spalle una società, Canonical, ed un gruppo di persone che hanno una visione di cosa vogliono ottenere. Ciò rende questa distribuzione unica nel suo genere e non“l’ennesima distro in circolazione”.
  2. Facilità d’installazione
    sette click che servono per installare Ubuntu rendono questa procedura semplicissima,anche all’utente meno smaliziato. Ogni passo dell’installazione risulta pulito e ben organizzato, in modo da essere comprensibile e facilmente gestibile da chiunque.
  3. ShipIt: spedizione gratuita del cd di Ubuntu
    Grazie al servizio offerto da ShipIt, si possono ordinare i cd “ufficiali” di Ubuntu senza spendere un euro nella transazione. Questo servizio è molto comodo soprattutto per tutti coloro che hanno una connessione internet lenta, come può succedere con un modem 56k, oppure laddove internet non è ancora disponibile e non ci si vuole privare dell’occasione di provare la nuova Ubuntu. La spedizione consigliata prevede l’invio di due cd di Ubuntu, permettendo di poter dare un cd ad un amico o conoscente, per permettere loro di provare il sistema.
  4. Synaptic
    Uno dei programmi che più impressiona un nuovo utente di Ubuntu è senza dubbio Synaptic. Questo fantastico programma, permette la gestione della vita di un programma, dall’installazione alla disinstallazione, senza che l’utente si debba curare della ricerca di dipendenze, della compilazione o di altro. Sarà Synaptic a gestire tutto il lavoro, rendendo le operazioni del tutto trasparenti all’utente.
  5. La Comunità ed i forum.
    La Comunità di Ubuntu è senza dubbio una delle più importanti a livello mondiale, promuovendo, con il lavoro dei partecipanti, l’ascesa di Ubuntu. I forum del calibro diUbuntuForums, come si può notare facendo un giro per testare di persona, sono molto attivi. Inpiena filosofia Ubuntu, gli utenti più smaliziati aiutano in maniera molto amichevole e paziente gli utenti alle prime armi o coloro che pongono dei quesiti sui più disparati argomenti.
  6. Promozione da parte degli utentiUbuntu è basata principalmente sulla promozione che ne fanno gli utenti che la utilizzano. Sicuramente, se c’è un utente che utilizza Ubuntu, chiederà a qualcun’altro di provarla. Questi, a sua volta, farà provare la distribuzione ad un altro e così via, a catena. Procedendo in tale maniera, ed aggiungendo la promozione che si fa in rete, si accresce la popolarità di questa distribuzione a discapito di altre.
  7. Concorrenza frammentata
    Quando qualche anno fa Ubuntu iniziò la sua scalata verso la popolarità, le grandi distribuzioni che offriva il mercato per i nuovi utenti, erano treSuSEMandriva e FedoraDebian eSlackware, seppur ottime, non riuscivano ad avere il giusto appeal con i nuovi utenti, dato che era richiesto comunque di essere un po’ smaliziati sull’argomento. Le tre grandi distribuzioni, inoltre, all’arrivo di Ubuntu, avevano dei grossi problemi da risolvere. SuSE era in procinto diessere acquistata da Novell, Mandrake conobbe la crisi finanziaria e rinacque col nome di Mandriva, Fedora, nata dai sorgenti della versione Enterprise di Red hat, iniziò a diventareveramente usabile dalla Fedora Core 3.
    L’arrivo di Ubuntu destò curiosità in questa giungla di incertezze. Come distribuzione, era una derivata di mamma Debian e si poneva come obiettivo l’usabilità da parte di chiunque, tanto da autodefinirsi “Ubuntu for Humans Beings”. In molti, attratti da questo motto, provarono la distribuzione per testarne la sua facilità di utilizzo, potendone così apprezzare le caratteristiche.
Ovviamente, esistono molti altri motivi per spiegare il successo di Ubuntu. Sicuramente, i sette citati, rimangono quelli che hanno permesso di avere un’ascesa alla popolarità fino a come la si conosce oggi.